sabato 2 aprile 2011

IRREGOLARITA' NELLA DESIGNAZIONE DELLA CONSIGLIERA SUPPLENTE


 
COMUNICATO DEL COORDINAMENTO FEMMINILE
Il Coordinamento Femminile della Provincia di Imperia ha appreso che la  Provincia sta procedendo a rinnovare l’Ufficio della Consigliera Provinciale di Parità e, in particolare, a designare la persona che occuperà la carica di consigliera di parità supplente.

 Al riguardo il Coordinamento fa rilevare che:
  •   nel procedere a  tale designazione, la Provincia non ha adempiuto all’obbligo di dare preventiva regolamentazione e pubblicità dell’avvio della valutazione comparativa delle candidate. Obbligo il cui rispetto   “costituisce adempimento essenziale ai fini delle designazioni, in ossequio ai principi di  buon andamento e imparzialità dell’amministrazione, sanciti dall’art. 97 della Costituzione, da cui discendono i principi di trasparenza e ragionevolezza che devono ispirare ogni procedimento amministrativo”, come ribadito, proprio con riferimento alla procedura per la nomina delle Consigliere di parità, dalla Circolare del Ministero del Lavoro n.20 del 2010.
  •  Inoltre, a compimento della procedura selettiva, avvenuta peraltro senza il rispetto dei termini di legge, la Provincia ha del tutto omesso di renderne pubblico l’esito e di comunicare le relative graduatorie.

Ciò premesso il Coordinamento:
  •  sottolinea come l'assoluta mancanza di trasparenza  e pubblicità, sia dell’avvio che dell’esito della procedura selettiva, costituisca un modo di procedere discriminatorio, in quanto da un lato impedisce in modo del tutto arbitrario l’accesso di candidate meritevoli di valutazione, mentre d’altro lato è suscettibile di coprire valutazioni discrezionali che non tengono conto del merito e delle capacità professionali delle candidate, da valutarsi secondo criteri di scelta che la legge tassativamente prescrive (“le consigliere ed i consiglieri di parità devono possedere requisiti di specifica competenza ed esperienza pluriennale in materia di lavoro femminile, di normative sulla parità e pari opportunità nonché di mercato del lavoro, comprovati da idonea documentazione”, art.13,c.1, Dlgs 198/006);
  •  ritiene che questo modo di procedere avvilisca la dignità delle donne che oggi rivendicano con forza il diritto a partecipare alle istituzioni politiche e amministrative del paese in base a criteri che tengano conto del merito, sopra ogni altro;
  • segnala l’aspetto paradossale di vedere applicati metodi discriminatori nella designazione di una carica, quella della Consigliera di Parità, che ha come suo principale obbiettivo il contrasto alle discriminazioni.


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