giovedì 26 agosto 2010
martedì 24 agosto 2010
mercoledì 18 agosto 2010
lettera aperta delle donne nigeriane vittime di tratta alle donne italiane
Progetto la ragazza di Benin City Isoke Aikpitanyi
Lo squillo delle "squillo"
di Associazione vittime ed ex vittime della tratta
DONNE ITALIANE, SE A FERRAGOSTO IL CELLULARE DI VOSTRO MARITO SUONA, E’ UNA DI NOI, NIGERIANA, VITTIMA DELLA TRATTA A CHIAMARE. LUI E’ UNO DEI NOSTRI CLIENTI!
Oggi, 15 agosto 2010, noi, nigeriane, vittime della tratta, clandestine, prostitute, ricordiamo che LA TRATTA NON VA IN VACANZA.
Siamo in balia di almeno 10 mila maman che vivono in Italia e prendono i nostri soldi; loro non sono clandestine, non si prostituiscono. Un tempo erano come noi, ma ora no! Legate fra di loro, mettono insieme ingenti somme di denaro. Non è difficile: noi paghiamo a loro 50-60 mila euro e anche di più.
Noi rischiamo il fermo, l’arresto, l’invio in un CIE, il rimpatrio, loro NO, loro sono libere e, se qualcuna di noi le denuncia, loro se la cavano in fretta. Anzitutto perché sono legali, sono italiane, al massimo sono considerate colpevoli di favorire la nostra clandestinità, ma quanto a sfruttarci dicono che ci lasciano in mano parte dei nostri guadagni e si prendono solo i soldi per l’affitto, la luce, il gas, le spese di condominio.
Ognuna di loro ha tante donne e uomini che le aiutano e vivono alle nostre spalle. Le associazioni e le comunità del nostro paese sanno tutto, ma non dicono e non fanno niente. Neanche i pastori delle chiese nere fanno qualcosa, anzi, molti aiutano le maman.
E così anche oggi, per noi, è una giornata di “lavoro”. Sì perché, alla fin fine, siamo considerate e diventiamo soltanto delle prostitute. Ce n’è poco di “lavoro” in giro: oggi i bravi maschi italiani sono in ferie con le loro famiglie e con i loro figli. Dieci milioni di clienti in giro per l’Italia, c’è la crisi, ma loro vanno in vacanza lo stesso.
I più assidui sono passati da noi qualche giorno fa e ci hanno lasciato qualche soldo, chi venti, chi 25 euro, qualcuno addirittura 50, per il nostro “ferragosto”, così facciamo festa anche noi, magari un gelato, poi da lunedì torna tutto come prima.
I più assidui sono passati da noi qualche giorno fa e ci hanno lasciato qualche soldo, chi venti, chi 25 euro, qualcuno addirittura 50, per il nostro “ferragosto”, così facciamo festa anche noi, magari un gelato, poi da lunedì torna tutto come prima.
Ma oggi noi li chiameremo ad uno ad uno questi nostri “clienti”, giusto uno squillo, tanto perché le loro mogli possano interrogarsi e chiedere “ma chi è che disturba anche oggi?” e i mariti siano costretti a far finta di niente. E se qualche donna vorrà verificare il numero che ha chiamato, beh! quello sarà il nostro “numero verde”, il numero di “Joy”, l’amore mio, la bellissima, la fighetta nera dei loro mariti. Siamo comunque qui, anche oggi in strada o nelle case, a disposizione dei maschi più disperati e soli e degli stranieri senza famiglia.
Oggi noi chiameremo al telefono anche tutti i numeri che ci sono stati dati dalle unità di strada, dagli operatori, dai clienti, dai preti, da persone di buona volontà con il suggerimento “chiama qui, vedrai che ti aiutano”. Non ci risponderà nessuno oggi, Ferragosto 2010, anche se la tratta non va in ferie, ma gli italiani sì, e anche le loro associazioni contro i trafficanti e i mafiosi.
Speriamo, allora, che i giornali, le radio, le tv trasformino questo nostro testo di protesta in una notizia di cronaca di questo Ferragosto italiano 2010.
Associazione vittime ed ex vittime della tratta - Progetto la ragazza di Benin City Isoke Aikpitanyi (346 7044126)
Sabato 14 Agosto,2010 Ore: 16:35
FESTA DEMOCRATICA DELLE DONNE
lunedì 9 agosto 2010
Penelope ti invita...SE PENELOPE PIANGE ULISSE NON RIDE

PUBBLICITA' REGRESSO
donne nude, poppe e cosce, i punti forti della pubbicità,
donne oggetto ad uso di marketing
ma i maschi vogliono proprio le donne così? ritengono che le donne siano solo corpo? ce ne parla Domenico Matarazzo del "Cerchio degli uomini";
e le nuove generazioni, le ragazze, vogliono questo modello di donna? ci faremo dire da una giovane studentessa universitaria quanto questo modello influenzi le loro scelte di istruzione e di carriera;
vogliamo ammettere che siamo di fronte ad un grave decadimento culturale a cui tutti ci dobbiamo ribellare e di cui anche la politica ha le sue colpe? cosa possono fare le istituzioni e cosa può fare la politica? ce ne parla Danila Ceva della Consulta Femminile Provinciale.
P.E.N.E.L.O.P.E Donne del ponente per le pari opportunità
www.pardonne.it
sabato 31 luglio 2010
Comunicato del Coordinamento Femminile della Provincia di Imperia

Con questo comunicato, inviato il 30 luglio alle redazioni di vari quotidiani, il Coordinamento Femminile della Provincia di Imperia prende posizione contro il messaggio pubblicitario, volgare e sessista, che dovrebbe rilanciare l'immagine turistica di Sanremo.
COORDINAMENTO FEMMINILE DELLA PROVINCIA DI IMPERIA
COMUNICATO
“Le pupe e il secchiello”, una pubblicità di cattivo gusto per un turismo di bassa qualità.
“Le pupe e il secchiello. Non è reality, è realtà”: tre pupe in succinti bikini e con seni desbordanti, ammiccanti e con atteggiamenti infantili destinati a sollecitare i pruriti di vecchi guardoni. E’ questo il cartellone pubblicitario ideato da un’agenzia pubblicitaria commissionata da Sanremo Promotion con i fondi del Comune per lanciare la nuova immagine turistica di Sanremo e che già molti siti di discussione hanno definito un vero e proprio insulto all’intelligenza e al buon gusto.
E’ stato scelto un messaggio semplicistico, per nulla innovativo e moderno anche dal punto di vista commerciale e comunicativo, e per di più attraverso un chiaro ed inequivocabile grossolano messaggio sessuale che ancora una volta fa mercimonio del corpo femminile spingendosi perfino ad evocare quello infantile.
Questo tipo di comunicazione, che si inserisce in una campagna pubblicitaria costata alla collettività ben 80.000 euro in un momento di crisi in cui la città langue e si tagliano i fondi per eventi di qualità, costituisce un insulto alle ricchezze del patrimonio naturale, artistico e culturale che Sanremo può invece offrire ai suoi visitatori e un’offesa a tutti quei cittadini che lavorano per mantenere alta la qualità della città e del suo turismo.
Per rispetto alla città di Sanremo chiediamo all’Amministrazione Comunale di qualificare la comunicazione sulla città evitando simili immagini stereotipate, banali e volgari, ma puntando sulle peculiarità e sull'identità sanremesi, cogliendo quindi l’occasione di promuovere tutte le bellezze di cui andare fieri.
IL Coordinamento Femminile della Provincia di Imperia
A.I.F.O. , Associazione Italiana Amici di Raul Follereau, Gruppo di Imperia; Casa Africa, Associazione per le Donne e i Minori Immigrati-Imperia; C.I.D. Centro Iniziativa Donne-Sanremo; Comitato Cassandra-Imperia; Coordinamento donne CGIL- Imperia; Coordinamento donnePD-Sanremo; P.E.N.E.L.O.P.E, Donne del Ponente per le pari opportunità-Bordighera; Consigliera Provinciale di Parità
venerdì 30 luglio 2010
Da "laRepubblica.it"

Doveva servire per promuovere la stagione balneare di Sanremo e rilanciare l'immagine turistica della città ligure. In realtà, per il momento, ha creato soltanto polemiche facendo arrabbiare il coordinamento femminile di Imperia. Si tratta di una pubblicità dal titolo "Le Pupe e il secchiello. Non è un reality, è realtà", raffigurante tre donne in bikini, ritratte in spiaggia. "Un vero e proprio insulto all'intelligenza e al buon gusto.", è la dura critica del coordinamento femminile, 'Un grossolano messaggio sessuale che ancora una volta fa mercimonio del corpo femminile
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