giovedì 29 luglio 2010

LA PILLOLA ABORTIVA, ANCORA GUERRA SUL CORPO DELLE DONNE

"La pillola RU486 deve essere somministrata solo in regime di
ricovero ordinario". È quanto chiede il Ministro del Lavoro, della
salute e delle politiche sociali all'Agenzia italiana del farmaco. Il
ministro Sacconi ha firmato una richiesta al Consiglio di
Amministrazione dell'Aifa perchè riconsideri la delibera sulla base di
quanto emerso dall'indagine della Commissione sanità del Senato e
quindi di aggiungere «solo con ricovero ordinario» per evitare che la
pillola sia assunta al di fuori di quanto prescrive la legge 194.
Insomma continua la guerra del governo alla pillola che è usata in
tutta Europa. In pratica il governo vuole che l'Aifa torni indietro
rispetto alle decisioni già assunte.

La nota del ministro, peraltro attesa, è fonte di nuove polemiche,
sorte subito all'indomani della decisione della commissione Sanità di
Palazzo Madama di chiedere uno «stop precauzionale» all'immissione in
commercio della pillola abortiva Ru486. Il Partito Democratico attacca
Governo e maggioranza e indica, a suo dire, il vero obiettivo di
questa azione prevaricatrice»:impedire la commercializzazione del
farmaco abortivo e arrivare, di fatto, a una modifica della legge 194
sull'interruzione volontaria di
gravidanza.

«Il ministro Sacconi ed il sottosegretario Roccella - dice Livia Turco
del Pd - mettono in scena una prevaricazione mai vista della
politica sulla competenza tecnica, stravolgendo tra l'altro la legge
194. In tutto ciò la salute delle donne non c'entra. Mi auguro che
l'aifa continui a dare prova di autonomia di giudizio e respinga
questa inaccettabile prepotenza. Basta con gli equivoci. Il ministro
Sacconi e il sottosegretario Roccella stanno impedendo l'utilizzo
della pillola Ru486 in modo surrettizio con il pretesto della salute
delle donne e il rispetto della stessa 194 sull'aborto che non prevede
l'obbligo del ricovero».
Tratto da "L'UNITA'" del 27 novembre

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